Le ragioni del cambiamento

Circa un anno fa si smarriva in provincia di Siena un Cane Corso che avevo fatto adottare, Sparta.

Le sue ricerche, mentalmente e praticamente mi obbligavano a rimettere in considerazione tutta la mia vita e il mio modo di lavorare.

Gestire un allevamento eticamente, non era mai stato facile. Facevo i salti mortali ma le cose non andavano ugualmente bene, perfettamente per tutti. Complice anche la crisi economica, mi ero trovato di fronte alla scelta di dover fare adottare alcuni di quei cani che pensavo, sarebbero potuti stare sempre con me, come Sparta.

Ho sbattuto bene sui limiti dell’allevamento, coi miei occhi, con tutte le mie risorse anche economiche, non a chiacchiere, e Sparta, fatta adottare per darle una vita migliore, che non avevo manco il tempo di cercare, stava diventando lo specchio di tutto ciò, perché i legami non si spezzano nel cuore, non basta una cessione, il non vedere, per non sentirsi addosso, l’immane responsabilità.
Distrutto dunque moralmente dall’impossibilità di gestire le sue ricerche contemporaneamente al seguire la vita dell’allevamento, mi ero ripromesso che avrei cambiato tutto.

Ma come fare? Da un lato ero solo, unico proprietario di tanti cani, tanti impegni, dall’altra però, avevo tante persone che seguivano la mia pagina facebook “il mondo di Castell’Anselmo”. Quasi un gioco iniziato col raccontare scherzosamente spesso, la vita dei miei beniamini, che col tempo era diventato un vero e proprio centro di aggregazione, di amici virtuali che mi scrivevano per chiedere consigli, per raccontarmi non solo dei propri cani, ma delle loro vite.

Capendo che non avrei potuto, conducendo la vita che facevo, dare ai miei cani la sicurezza che avrei desiderato, quella affettiva oltre che economica, e che la passione per l’allevamento, per qualcosa di giusto da un lato, rischiava di essere la causa di dolore per altri, mi venne un’idea grezza: “Farò diventare l’allevamento di tutti. Tutti quelli che vorranno imparare, aiutare, contribuire, e così facendo, appoggiandomi anche alle spalle di questi nuovi amici virtuali, porterò avanti il bene dei miei amati cani, un sogno, e darò a molti la stessa ragione di felicità che mi aveva comunque tenuto sempre in piedi contro ogni difficoltà”.

Quasi in una sorta di estasi mistica da tutto ciò, in una prima campagna di sensibilizzazione delle tante persone che seguivano la mia pagina, avevo ricevuto diversi aiuti, e tra questi, sponsorizzazioni e consigli pratici, come quelli di persone addentro alle associazioni e al mondo del sociale.

Rimaneva però tra me, imprenditore agricolo sulla carta, e questo mondo del sociale, un grosso divario che ho cominciato a cercare di colmare come potevo.

Non è stato difficile il passo della creazione di una ASDC, associazione sportiva dilettantistica e culturale, che mi forniva lo strumento giuridico, per far partecipare le tante persone che gravitavano intorno alla mia pagina.

Il secondo passo però, quello di trasformare, fiscalmente e giuridicamente, la mia ditta individuale, in qualcosa che fosse praticabile e sostenibile da più persone, si è dimostrato per tutti questi mesi, quasi un anno, una montagna.

Mentre da un lato mi affidavo a un’agenzia di comunicazione per spiegare il mio progetto, dall’altro cercavo professionisti in grado di aiutarmi e consigliarmi. Risultato? Porte chiuse. Nessuna risposta alle mail nemmeno dopo iniziali entusiasmi. Vera e propria maleducazione messa in pratica.

Come sentivano parlare di qualcosa di anomalo rispetto al solito, si chiudeva ogni porta. Un allevatore coinvolto nel sociale. Nemmeno la voglia, l’entusiasmo per una novità da studiare.

Sulla mia pagina, avevo scritto sempre decine di storie di animali… L’agenzia di comunicazione avrebbe dovuto aiutarmi a raccoglierle per mio conto e pubblicarle. Poi mi doveva aiutare a presentare il mio progetto, ad elaborarlo.

Dopo due mesi di attesa, alla presentazione di un lavoro, mi resi conto che non mi capivano, non sentivano la mia energia nelle proporzioni che io volevo, e non sarebbero mai riusciti a trasmetterla agli altri secondo me. Mi toccò farne a meno, rimboccarmi le maniche, e fare il lavoro oltre il lavoro. Svegliandomi alle due mezzo del mattino per due mesi, ho rivisto le tante storie pubblicate, con l’aiuto preziosissimo di una scrittrice che si era innamorata per prima delle mie avventure, Raffaella Verdesca. A dicembre così, tra letture e riletture, correzioni qua e là, vedeva finalmente la luce, quel libro che da anni tutti mi chiedevano di scrivere, intitolato “Il Castello di Anselmo”.

 

 

Ad oggi, dopo sei mesi dall’uscita, ha venduto già circa duemila copie, con giudizi, che spero non siano solo dovuti all’affetto nei miei confronti, perché sono meravigliosi.

Quelli dell’agenzia di comunicazione, volevano che lo spedissi come pdf per email… Questo era stato il primo dei loro consigli a cui mi ero ribellato.

Il mio libro, sarebbe dovuto uscire contemporaneamente alla realizzazione di tutto il progetto.

Associazione-impresa agricola (che rilevava la ditta individuale e mi avrebbe permesso di spartire con altri, fatiche e gioie) e quindi libro.

Sulla parte però che non mi competeva, di consigli economico-fiscali, non avevo potere. Riuscivo a malapena con le mie forze a condurre l’allevamento, e dovevo in più sobbarcarmi tutta una serie di decisioni gravi, che avrebbero avuto un influsso non solo sulla mia vita, sui miei conti già in rosso, ma su quella degli animali.

Non riuscivo a capire in quale modo, potessi migliorare la vita di esseri viventi in carne ed ossa, e a consigliarmi c’erano spesso persone che non sentivano questo problema, non lo avvertivano sulla loro pelle come me, in modo forte e tangibile.

Non tutti però. Uno, Antonio Di Donna, esperto nel campo del sociale in Piemonte, a capo di numerose associazioni e forme di società, cercava in tutti i modi nei buchi di tempo, di darmi una mano, perché ogni tanto gli era capitato di finire sulla mia pagina Facebook, e vedendo questo pazzo che girava con tanti cani in branco, gioiva per primo. Era stato già lui a scrivere lo statuto
dell’associazione che avevo riconosciuto in ottobre, e ancora lui, mi sta oggi consigliando per arrivare in porto a tutto il mio progetto.

Con lui, un pazzo di amico d’infanzia, Walter Boi, convinto anche dal successo del libro, un giorno mi ha detto “Sai che ti dico? Io faccio l’imprenditore, e secondo me il tuo sogno è realizzabile, ma soltanto da uno come te. Voglio aiutarti nel fornirti dei mezzi, per non affondare, e per riuscire ad arrivare in fondo.“

Dalla collaborazione con Walter, è nata così la possibilità di una commercializzazione di abbigliamento coi personaggi tanto cari dell’allevamento, e “Casa Raffaella” una struttura che funzionava già come casa vacanze qui nel paese di Casciana Terme, è stata rilevata per adibirla soprattutto agli ospiti dell’associazione, come punto d’appoggio”.

Se la vita di allevamento è sfinente, vi assicuro che dover aggiungere a tutto, anche la realizzazione pur bella di un sogno, è devastante, specialmente quando poi rimani di nuovo solo a dover pensare, e rischi di arenarti ancora.

Allora cosa ho fatto in questi mesi in cui lottavo in silenzio?

1) Oggi l’allevamento può collaborare con un’associazione sportiva e culturale riconosciuta “IL MONDO DI CASTELL’ANSELMO A.S.D.C.” a cui potranno tesserarsi tutti coloro che vorranno sostenere l’allevamento stesso, a distanza, o partecipando alle attività dello stesso. La vita di allevamento diventerà vivibile dalle persone e si potrà imparare, si potranno fare stages, si potrà anche solo godere delle coccole dei cani o di cuccioli che si rincorrono.

Non tutti insieme, non sono pronto a gestire una marea di gente e i cani hanno bisogno di discrezione, ma col tempo e nei modi giusti.

In questo allevamento, proprio perché siamo partiti dalla storia di Sparta che non è stata più ritrovata, proprio perché siamo partiti dalla crisi creata da un’adozione, proprio perché la mia storia personale è fatta principalmente di animali raccolti dalla strada, si insegnerà il rispetto della vita a prescindere, di cani con pedigree e non, e nell’aiutare, collaborare, si costruirà insieme, il modo per cui tutti siano felici, meticci e non, nati qui o nati altrove.

Questo allevamento sarà una base di partenza, diventerà una scuola, un luogo di aggregazione per i sogni e le imprese belle, volte alla felicità dei cani.

Questo mezzo è già sfruttabile, almeno giuridicamente parlando (e si sa che l’Italia è sommersa di leggi da rispettare) e vi invito a partecipare: www.ilmondodicastellanselmo.it

2) CASA RAFFAELLA, che può ospitare fino a sei persone, a prezzo modico consentirà di poter soggiornare poco distante dall’allevamento e così partecipare alla vita in esso. Il virtuale diventerà reale. Noi stiamo già facendo venire volontari che ci aiutano nei lavori quotidiani (ed io così sto già iniziando ad ingrassare perché spesso arrivano carichi di leccornie)

3) Abbiamo chi come imprenditori ha interesse a collaborare con l’associazione, certi progetti, in nome di una vita di qualità coi cani.

Ci manca il pezzo finale.

UNA PROPOSTA DI IMPRESA: LA FELICITA’

Dopo undici anni che ho aperto partita iva come allevatore, da ditta individuale, e tutta una vita che vivo con e per i cani, allevando da prima amatorialmente, posso permettermi sicuramente di avere una mia forte impressione su questo ambiente e, a ragion veduta, di mettere nero su bianco ciò che scriverò qui di seguito.

La prima è che non consiglierei mai a nessuno di avviare questo lavoro da soli, ed io non lo avevo fatto in realtà, ero fidanzato e poi sposato a suo tempo, quando ho iniziato. Forse questa è stata un po’ la prima vera difficoltà, perché un partner non è un socio in affari, non sempre almeno o non è detto che lo rimanga.

E la vita, è un affare tremendo. Devi far pareggiare i conti, anzi, devi avere di che vivere, ma ci sono in ballo anche il cuore e i sentimenti, hai la responsabilità di animali in carne ed ossa, come fai a far conciliare i soldi con questo? O si è ricchi e ci si può permettere per ampi periodi di andare in rosso e, quindi, facendo un lavoro duro notte e giorno, senza vacanze, prendendosi cura in prima persona dei propri amati, si riesce a portare avanti una passione, oppure, se non si è milionari come io non ero, sono guai.

Ho usato però tutto l’amore, le forze, l’intelligenza, lo studio che avevo alle mie spalle e sono riuscito a far passi da gigante. A questo si sono aggiunti gli sforzi dei miei familiari, pratici ed economici, e in un secondo momento anche quelli di due amiche quasi socie.

Ma non è bastato lo stesso, a garantire un futuro, non tanto a me, quanto ai miei animali, e loro sono come figli, valgono più di qualunque sforzo.

Siamo sempre stati in crisi economica in Italia, forse sarebbe andato diversamente in un altro paese o altro periodo storico, non so, forse conta anche questo, ma a poco servono i “se”.

Avrei dovuto dare via i vecchietti senza pietà, o quelli che non valevano la pena secondo i più, quelli malati, non produttivi, ma non l’ho mai fatto. Mi sono limitato negli ultimi anni, a favorire qualche adozione con molta attenzione.

Avrei dovuto allevare i tipi di cane col colore più commerciale, quelli che rispecchiavano le mode, e sicuramente, avrei pagato meglio i conti, ma nemmeno questo ho fatto, perchè tenevo troppo a ciò che facevo.

Avrei potuto partecipare a esposizioni canine ossessivamente e seguire l’iter da molti portato avanti: ottenere titoli spesso di scarso valore, ma che buttano tanto fumo negli occhi della gente, in modo da alzare i prezzi mettendo davanti patacche su patacche, ma mai nemmeno questo ho voluto fare.

Ho sempre amato la sostanza delle cose, i cani veri, la gente di cuore, le famiglie anche non ricche ma che avrebbero dato ai miei cani tanta sostanza, una vita semplice e vera.

Gli anni sono passati e con fatica ho resistito. Arriva però un momento in cui devi fare il punto della situazione e prendere una decisione che cambi la rotta del tutto, e specialmente, garantisca la vita degli animali.

Ed io non intendo cambiarla decidendo di mollare, non potrei mai, troppa vita da proteggere.

Ho portato avanti in tanto tempo, seriamente, delle ottime linee di sangue!

Che sono affetti soprattutto, ma anche validi cani rappresentanti delle loro razze, forti, perché io amo la vita resistente, non quella che deve vivere assistita all’inverosimile.

Ho mantenuto un buon nome, non approfittandomi né degli animali né delle persone.

Questi soni valori importanti da cui voglio ripartire per migliorare!

Con ingegno e tutto il cuore che potevo, ho fatto nascere delle attività collaterali insieme al mio allevamento, ma ora serve ancora di più.

Servono persone, che vogliano partecipare con dei capitali al mio sogno.

Che vogliano mettere in gioco il loro denaro, i loro ideali spero, e anche le loro fatiche magari.

Ora so, che un allevamento canino, può essere portato avanti solo in gruppo, seguendo una rotta precisa, ma con gli sforzi di una famiglia intera, che si dia una mano, che sostenga l’altro nel momento del bisogno, e non rischi mai di far finire i figli, in mani sbagliate, o anche, nella povertà.

E’ un lavoro per essere felici, così lo sento io!

Vivere lavorando per amore e per la felicità.

Ecco, nel mio primo pezzo di viita ho sperimentato, con costi e fatica, e posso dire di essermi spaccato la schiena, di non aver dormito, di aver persino visto fallire diverse volte la mia vita sentimentale, per abbozzare un sogno che adesso, mi sono reso conto, ha bisogno di un contributo forte di altre persone, sognatrici, testarde, lavoratrici, pazze come me.

Nell’ultimo anno ho cercato di valutare le soluzioni d’impresa più adeguate fiscalmente parlando ma per il passo conclusivo, ho bisogno di valutare le proposte, di chi vorrà venire a conoscermi-ci e presentare la sua candidatura a un sogno-lavoro-investimento da valutare insieme.

Concludo, ricapitolando dei punti essenziali, scusate la prolissità, quel che io ho fortemente maturato negli anni, sono queste convinzioni:

1) La vita moderna, deve essere fatta di animali soprattutto sani e di ottimo carattere, questo a prescindere dalla razza, o dalla perfezione estetica. La gente ha bisogno di compagni di vita che non siano delicati e muoiano precocemente perché si è ricercata ostentatamente la bellezza con accoppiamenti scriteriati, ma che siano robusti prima di tutto, e dal carattere migliore possibile, funzionali. Non sono le razze, badate bene, a doversi adattare però all’uomo moderno. Non dobbiamo allevare tutti cani da compagnia, ma possiamo fare in modo, che nel rispetto dell’indole di ogni razza, non si faccia a meno di tenere conto delle famiglie in cui gli animali dovranno andare. Possiamo allevare, eccellenti cani di ottimo carattere, prima che belli, perché col carattere e la salute di un cane si vive, non con le sue orecchie o la coda perfetti.

2) Dobbiamo dare tantissima importanza alla qualità di vita dei cani, specialmente dei riproduttori, prima e dopo, oltre le nascite. Per farlo bisogna uscire da uno schema economico normale, dato non alleviamo animali da macello, e bisogna entrare in un ordine idee più grande e complesso, dove la qualità della vita è apprezzata ed ha un suo valore e rispetto. In questo senso, l’allevamento deve avere una costruzione sociale, deve essere un progetto di tanti.

3) Dobbiamo equiparare nei diritti animali di razza e meticci. L’animale di razza deve essere simbolo di animale forte, non voluto dal caso ma desiderato e di cui possiamo predire carattere e caratteristiche, ma non deve avere alcun diritto “per nascita” rispetto al meticcio.

Dobbiamo fare in modo che le nascite e gli affidi siano solo consapevoli, così non ci saranno più cani nei canili.

4) Per questo, servono persone che si impegnino nel mondo dell’allevamento, affiancate da professionisti. Gli allevatori, devono divenire dei tutor a distanza che, con esperienza, aiutano le persone coi cani a portare avanti la vita. Pochi allevatori non possono concentrare nelle loro sole mani, tutta la vita necessaria a nazioni intere. Occorrono proprietari responsabili, che si facciano carico anche della sfera riproduttiva dei propri animali, ed aiutare per la riproduzione del loro beniamino di famiglia da professionisti che sappiano indirizzare le razze e la vita verso la salute. L’allevamento deve diventare diffuso ai cani sani e di ottimo carattere prima di tutto, e di responsabilità comune condivisa secondo le competenze. Questo non vorrà dire far accoppiare qualunque cane solo perché è la star della propria famiglia, ma che il patrimonio genetico dei nostri cani, potrà essere allargato a molti più esemplari, uscendo fuori dai soliti schemi di gelosie e “di affari” che oggi castrano il mondo dell’allevamento. Guadagnare nel mondo degli animali, dovrebbe esser sinonimo di fornire professionalità e servizi alle persone, non di “usare i cani” come animali da sfruttare e poi nascondere la fine che fanno dopo questo.

5) In questo senso, già da un po’ di tempo nel mio allevamento “di Castell’Anselmo” sto avendo rapporti di collaborazione sempre maggiore per i miei cuccioli migliori, con persone che nel tempo si sono dimostrate responsabili proprietari dei miei cani affidati negli anni, spostando così fatiche e sogni, sul contributo anche altrui. Questo deve diventare il futuro. Gli allevamenti devono svuotarsi di soggetti e devono “galleggiare” esternamente, devono vivere dei “figli” affidati” nel mondo. Bisogna superare sciocche credenze, rivalità, speculazioni finanziarie, grettezza, a favore della vita sana, della felicità.

6) Io vorrei che questo allevamento, divenisse un podere scuola, dove insegnare alle persone come gestire i cani, e anche la riproduzione. Vorrei che in un ambiente sociale, crescesse la vita e si fornisse professionalità a favore degli animali. Per questo, sempre più, farò in modo che i miei animali vadano oltre i nostri confini pur portando il nostro nome, e favorirò le adozioni in famiglie dove ogni cane possa avere la miglior sistemazione possibile. Un domani, voglio parlare di cani adulti da far adottare, solo per casi estremi, incidenti, errori di percorso. E vorrei aiutare tutti, non solo i cani qui presenti, non solo i cani delle mie razze.

7) In questo allevamento-podere scuola così, ci sarebbero animali di vari tipi per insegnare anche ai bambini l’amore in generale verso la natura e si potrebbe fare fattoria didattica.

8) Sogno poi “un piccolo agriturismo”, ché qui c’è tanto spazio e ci sono tante possibilità, dove poter mangiare insieme e ridere, vivere questa bellissima regione che è la Toscana.

Io non vedo l’ora, di provare a realizzare tutto, ma serve il contributo di qualche altro pazzo, sognatore, lottatore come me…

Ho già fatto tanto da solo…

Ora però, devo costituire l’impresa agricola allevamento di Castell’Anselmo, il mio sogno rivisto e appoggiato sulle spalle di più persone che come ho fatto io, ma indirizzate dalla mia esperienza, servendosi di tutto il mio substrato di impegno e amore, riescano a interpretare differentemente, questo mondo dei cani che oggi viene vissuto in maniera ancora troppo antiquata. Mi servono soci per la pazzia e la felicità, per fatiche forse, quindi, se c’è qualcuno come me, che ha voglia di mettersi alla prova, si faccia avanti contattandomi al 3384891677 o castellanselmo@gmail.com

Grazie per tutta l’attenzione fino a qui, anzi, per molti di voi, per la fiducia in tutti questi anni 😊

Francesco

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